Benito Mussolini

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Benito Mussolini

Il Duce

Certi di incontrare il biasimo di molti, abbiamo comunque deciso, a prescindere da qualsiasi valutazione poilitica o etica, di inserire Benito Mussolini tra i Miti di Romagna nella convinzione che comunque "il duce" sia, nel bene e nel male, uno dei personaggi storici più noti della nostra terra.
Lasciamo a voi lettori la possibilità, come per tutti gli altri di dare il vostro giudizio attraverso il voto e la possibilità di lasciare commenti (quelli offensivi saranno censurati)

Benito Amilcare Andrea Mussolini nacque a Dovia di Predappio, in provincia di Forlì, il 29 luglio 1883. Figlio di Alessandro, di mestiere fabbro ferraio, e di Rosa Maltoni, maestra elementare, visse in famiglia una vita abbastanza modesta. Studiò nel collegio salesiano di Faenza (1892-1893) e poi nel collegio Carducci di Forlimpopoli, dove nel 1901 conseguì il diploma di maestro elementare.
Su consiglio del padre, noto esponente del socialismo anarchico e anticlericale di Romagna, sin dal 1900 si iscrisse al partito socialista. Nel 1902 emigrò in Svizzera per sottrarsi al servizio militare. Qui  entrò in rapporto con Giacinto Serrati, Alexei Balabanov e altri rivoluzionari, ponendo le basi della propria formazione politica. Espulso in diversi cantoni del Paese, nel 1904 poté riparare in Italia grazie ad un amnistia, che gli consentì di evitare la pena per la renitenza alla leva: dovette tuttavia svolgere il servizio militare presso il Reggimento Bersaglieri di Verona. Insegnò quindi nelle scuole di Tolmezzo e Oneglia (1908). Fu in questo periodo che iniziò a collaborare col periodico socialista “La Lima”. 
Imprigionato per dodici giorni per aver capeggiato uno sciopero di braccianti, ricoprì quindi la carica di segretario della Camera del Lavoro di Trento (sempre nel 1909) e diresse il quotidiano "L'avventura del lavoratore". Presto in urto con gli ambienti moderati e cattolici, dopo sei mesi di frenetica attività propagandistica, non priva di successo, fu espulso anche da qui tra le proteste dei socialisti trentini, suscitando una vasta eco in tutta la sinistra italiana.
Tornato a Forlì, Mussolini si unì - senza vincoli matrimoniali né civili né religiosi - con Rachele Guidi, la figlia della nuova compagna del padre e da essa ebbe, nel settembre 1910, la prima figlia Edda (Vittorio sarebbe nato nel 1916, Bruno nel 1918, Romano nel 1927, Anna Maria nel 1929, mentre nel 1915 sarebbe stato celebrato il matrimonio civile e nel 1925 quello religioso).
Contemporaneamente la federazione socialista forlivese gli offriva la direzione del nuovo settimanale "Lotta di classe" e lo nominava proprio segretario. Nei tre anni in cui conservò tali incarichi, Mussolini dette al socialismo romagnolo una sua impronta precisa, fondata su istanze rivoluzionarie e volontaristiche, ben lontane dalla tradizione razionale e positivista del marxismo così come era interpretato dagli uomini più rappresentativi del PSI.
Dopo il congresso socialista di Milano dell'ottobre 1910 ancora dominato dai riformisti, Mussolini pensò di scuotere la minoranza massimalista, anche a rischio di spaccare il partito, provocando l'uscita dal PSI della federazione socialista forlivese, ma nessun altro lo seguì nell'iniziativa.

L'impatto sulle grandi masse

Quando sopraggiunse la guerra di Libia a mutare i rapporti di forza tra le correnti del socialismo italiano, Mussolini (che del resto era stato condannato a un anno, poi ridotto a cinque mesi e mezzo, di reclusione per le manifestazioni organizzate in Romagna contro la guerra in Africa) apparve come l'uomo più adatto a impersonare il rinnovamento ideale e politico del partito.
Protagonista del congresso di Reggio Emilia, assunta la direzione dell'"Avanti!" alla fine del 1912, Mussolini diventò l'ascoltato portavoce di tutte le insoddisfazioni e le frustrazioni di una società caduta in una crisi economica e ideale, trascinando masse sempre più vaste verso esplosioni insurrezionali senza chiare prospettive, che culminarono nella "settimana rossa" del giugno 1914.

Direttore dell'"Avanti!" verso la "Grande guerra"

Lo scoppio del conflitto mondiale trovò il direttore dell'"Avanti!" allineato sulle posizioni ufficiali del partito, di radicale neutralismo. Nel giro di qualche mese, tuttavia, in Mussolini maturò il convincimento - comune ad altri settori dell'"estremismo" di sinistra - che l'opposizione alla guerra avrebbe finito per trascinare il PSI a un ruolo sterile e marginale, mentre sarebbe stato opportuno sfruttare l'occasione offerta da questo sconvolgimento internazionale per far percorrere alle masse quella via verso il rinnovamento rivoluzionario dimostratasi altrimenti impossibile.
Dimessosi perciò dalla direzione dell'organo socialista il 20 ottobre, due giorni dopo la pubblicazione di un articolo dal titolo chiaramente indicatore del suo mutato programma ("Dalla neutralità assoluta alla neutralità attiva ed operante") Benito Mussolini pensò di realizzare un suo quotidiano.
Il 15 novembre, accettando disinvoltamente l'aiuto di un gruppo di finanziatori facenti capo a Filippo Naldi, pubblicò "Il Popolo d'Italia", ultranazionalista, radicalmente schierato su posizioni interventiste a fianco dell'Intesa e in grado di conseguire immediatamente un clamoroso successo di vendite.
Espulso di conseguenza dal PSI (24-29 novembre 1914) e richiamato alle armi (agosto 1915), dopo essere stato seriamente ferito durante un'esercitazione (febbraio 1917) Mussolini poté ritornare alla direzione del suo giornale, dalle colonne del quale, tra Caporetto e i primi mesi del 1918, ruppe gli ultimi legami ideologici con l'originaria matrice socialista, in nome di un superamento dei tradizionali antagonismi di classe, prospettando l'attuazione di una società produttivistico-capitalistica capace di soddisfare le legittime aspirazioni economiche di tutti i ceti.
Con la fine della guerra, le fortune di Mussolini parvero però fatalmente destinate a tramontare.

Il fascismo e la "marcia su Roma"

La fondazione dei fasci di combattimento, avvenuta a Milano il 23 marzo 1919, benché facesse appello alle simpatie di elementi quanto mai eterogenei e si basasse su un ambiguo programma mescolante in modo spregiudicato istanze radicali di sinistra e fermenti di acceso nazionalismo, non ebbe inizialmente successo. Tuttavia, man mano che la situazione italiana si andava deteriorando e il fascismo si caratterizzava come forza organizzata in funzione antisocialista e antisindacale, Mussolini otteneva crescenti adesioni e favori da agrari e industriali e quindi dai ceti medi.
Ottenuto l'incarico di formare un governo dopo la cosiddetta "marcia su Roma" dell'ottobre 1922, costituì un gabinetto di larga coalizione che lasciò sperare a molti nell'avvento dell'attesa "normalizzazione".
Consolidato ulteriormente il potere dopo le elezioni del 1924, Mussolini fu messo per un momento in grave difficoltà dall'assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti. Il discorso del 3 gennaio 1925 con cui egli rivendicò spavaldamente a sé ogni responsabilità politica e morale dell'accaduto, segnò però la sua controffensiva e la pratica liquidazione del vecchio Stato liberale.Alla fine di quello stesso anno Mussolini fu fatto oggetto di una serie di attentati. Il primo fu ideato (novembre 1925) dal deputato socialista e aderente alla massoneria Tito Zaniboni, ma le spie dell'OVRA (Opera di Vigilanza e di Repressione dell'Antifascismo) sventarono tempestivamente la minaccia.
Il 7 aprile 1926 un'anziana signora irlandese, Violet Gibson, definita poi una squilibrata, sparò a Mussolini durante una cerimonia al Campidoglio, ma il proiettile gli sfiorò appena il volto.
Nel settembre dello stesso anno l'anarchico Gino Lucetti lanciò una bomba contro l'auto del capo del fascismo; l'ordigno scivolò sul tetto della vettura ed esplose a terra ferendo lievemente soltanto un passante. Sempre in quell'anno, in ottobre, un altro attentato fu attribuito a un giovane, Anteo Zamboni, che avrebbe sparato, senza successo, sfiorando appena il bersaglio, e che fu subito dopo pugnalato a morte dai legionari fascisti.
Mussolini si salvò da altri due attentati progettati e non eseguiti per ingenuità o per mancanza di determinazione: nel 1931 e nel 1932, rispettivamente dagli anarchici Michele Schirru e Angelo Pellegrino Sbardellotto, che furono condannati a morte solo perché avevano avuto l'intenzione di commettere il reato.

Con il popolo dalla sua parte

Nonostante l'instaurazione d'un regime ostentatamente dittatoriale, Mussolini seppe però conservare e accrescere la sua popolarità sfruttando abilmente alcune iniziative genericamente populistiche e successi di rilievo come la composizione dell'annoso capitolo della cosiddetta questione romana e realizzando attraverso i Patti Lateranensi dell'11 febbraio 1929 la conciliazione fra lo Stato italiano e la Santa Sede.
Un'incessante e soffocante propaganda cominciò così a esaltare in maniera spesso grottesca le doti di "genio" del "duce supremo" (il titolo dux fu attribuito a Mussolini dopo la marcia su Roma), trasfigurandone la personalità in una sorta di semidio "insonne" che aveva "sempre ragione" ed era l'unico in grado di interpretare i destini della patria.
Perduta in tal modo la dimensione del reale, ossia il contatto diretto con i problemi quotidiani da affrontare con tattica spregiudicata - nella quale era maestro - ed erettosi a protagonista della scena internazionale, Mussolini rivelò drammaticamente i suoi limiti di capo di Stato incapace di lungimiranti e ferme decisioni, di una strategia a lungo termine non legata agli eventi contingenti.
Malgrado ciò, un'alta percentule di italiani credette ciecamente nel "duce supremo", e ciò può essere ricondotto anche alle condizioni di pace, ritenute da molti sfavorevoli, che l'Italia, paese vincitore, dovette accettare alla fine della I Guerra Mondiale.
Non a caso, Gabriele D'Annunzio parlò di "vittoria mutilata": l'Italia guadagnò territorialmente solo parte di ciò che le era stato promesso, e ciò, unito al generale malcontento post-bellico e all'inflazione cresciuta in maniera esponenziale nell'immediato dopoguerra, fece nascere in seno ad alcune classi sociali, specie nella borghesia, il desiderio di avere un governo forte, seppur autoritario, che riuscisse a traghettare la penisola verso un'epoca di benessere ritrovato; e di un nuovo Giolitti che sapesse tenere le redini in un Paese, sempre più alla deriva, specie in seguito alle rivolte operaie avvenute durante il famoso Biennio Rosso. Per costoro, dunque, questo ritorno al benessere sarebbe potuto avvenire sotto le insegne del Fascio (non casualmente il Partito Fascista mutuò notevolissime risorse iconografiche dall' antico Impero Romano), ed il condottiero di cui l'Italia aveva bisogno rispondeva al nome di Benito Mussolini.
In politica estera, desiderando rinnovare la potenza e il prestigio della nazione in uno strano miscuglio di cauto realismo imperialistico e di letterario culto della romanità, tenne una condotta a lungo incerta e contraddittoria.

La conquista dell'Etiopia e il "Patto d'acciaio"

Dopo lo sconcertante episodio di Corfù occupata dalle truppe italiane nel 1923 e la decisa presa di posizione contro la minaccia tedesca di annessione dell'Austria, cui fece seguito il Convegno di Stresa con Francia e Gran Bretagna (1935) che parve delineare un comune fronte antihitleriano, Mussolini si gettò nella conquista dell'Etiopia: il 3 ottobre 1935 le truppe italiane varcarono il confine con l'Abissinia e il 9 maggio 1936 Mussolini annunciò la fine della guerra e la nascita dell'Impero italiano d'Etiopia.
L'impresa, se da un lato segnò il punto più alto della sua popolarità in patria, dall'altro lo inimicò con la Gran Bretagna, la Francia e la Società delle Nazioni, costringendolo a un lento ma fatale avvicinamento alla Germania, con la quale nel 1939 firmò il "patto d'acciaio" legandosi definitivamente a essa.

Il secondo conflitto mondiale e l'arresto

Nel 1940 Mussolini scelse di entrare in guerra benché impreparato e contro le idee dei suoi più vicini collaboratori (Pietro Badoglio, Dino Grandi, Galeazzo Ciano), assumendo il comando supremo delle truppe operanti nell'illusione di un veloce e facile trionfo.
In realtà ottenne solo insuccessi che ridiedero spazio a tutte le energie contrarie al fascismo precedentemente represse: fino a che, dopo l'invasione anglo-americana della Sicilia e il suo ultimo colloquio con Adolf Hitler (Feltre, 19 luglio 1943; nello stesso giorno Roma subì il primo bombardamento alleato), fu sconfessato da un voto del Gran Consiglio (24 luglio) e fatto arrestare dal re Vittorio Emanuele III (25 luglio).
Trasferito a Ponza, poi alla Maddalena e infine a Campo Imperatore sul Gran Sasso, il 12 settembre fu liberato dai paracadutisti tedeschi di Otto Skorzeny e portato in Germania, da dove il 15 proclamò la ricostituzione del Partito Fascista Repubblicano.

Verso la deriva e la fine

Ormai stanco, malato e in completa balia delle decisioni di Hitler, Mussolini si insediò quindi a Salò, capitale della nuova Repubblica Sociale Italiana (fondata il 23 settembre 1943), inutilmente cercando di far rivivere le parole d'ordine del fascismo della "prima ora".
Sempre più isolato e privo di credibilità, quando le ultime resistenze tedesche in Italia furono fiaccate, Mussolini, trasferitosi a Milano, propose ai capi del CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) un assurdo passaggio di poteri, che fu respinto.
Travestito da militare tedesco, tentò allora, insieme alla compagna Claretta Petacci, la fuga verso la Valtellina. Riconosciuto a Dongo dai partigiani, fu arrestato e, il 28 aprile 1945, giustiziato per ordine del CLN presso Giulino di Mezzegra. Il suo cadavere fu successivamente appeso a testa in giù ed esposto al furore pubblico in Piazzale Loreto, a Milano, insieme a quello della compagna e di alcuni altri fascisti.
Sulla morte di Benito Mussolini si sono prodotte nel tempo varie congetture e teorie; secondo una di queste l'uccisione sarebbe stata opera di agenti segreti inglesi, che desideravano impossessarsi del carteggio dello statista con Churchill, compromettente per quest'ultimo. Tale teoria contrasta però con quella fornita dal "Colonnello Valerio" (Valter Audisio), il comandante partigiano che ebbe l'incarico di eseguire la sentenza del CLN, e del resto del carteggio non vi è alcuna prova.
Mussolini è sepolto a Predappio, (presso Forlì).

Gli scritti di Mussolini

     Tra gli scritti di Mussolini figurano, in ordine di pubblicazione: "La mia vita" (1911-12); "L'amante del cardinale" (1911); "Giovanni Huss il veridico" (1913); "Vita di Arnaldo" (1932); "Scritti e discorsi" (1934-40, 13 vol.); "Parlo con Bruno" (1941).

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Data: 23/07/2007

voglio ringraziare devotamente il duce per quello che ha fatto per l'italia, INPS,CASE POPOLARI,OSPEDALI,SCUOLE, FERROVIE,BONIFICA DELLE VALLI, e tanto altro ancora che molti ne godono bazza ma cantano bandiera rossa..... mai sputare nel piatto dove hai mangiato, camerata mirco, onore al duce, A NOI

Data: 21/07/2007

IN QUESTO SCHIFO D'ITALIA, CON TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO E CHE CI FARANNO SUBIRE, CON I PEDOFILI, ETC ETC ..... SOLO UN UOMO POTREBBE RIMETTERE IN PIEDI TUTTO. BENITO AMILCARE ANDREA MUSSOLINI

Data: 17/07/2007

Io dico solo questo, se Mussolini fosse morto nel 1936 oggi ci sarebbe più di una via per paese intitolata a lui e sarebbe sicuramente celebrato come un eroe nazionale, certo tutti gli errori che ha commesso dopo sono imperdonabili, ma comunque sempre meglio lui dei politi "democratici" che abbiamo oggi bugiardi ladri corrotti e chi più ne ha più ne metta, ma la colpa è la nostra, siamo solo capaci di votare chi ci fa dei favori, chi ci fa lo stradello dietro casa, chi ci assume il figlio chi ci fa passare edificabile il vecchio terreno agricolo dietro casa....LA COLPA E' LA NOSTRA.!!!!

Data: 14/07/2007

ti diciamo grazie o Duce x tutte le cose buone che hai fatto x noi. Le pensioni,la bonifica delle paludi pontine,le infrastrutture....sono solo delle gocce in un mare di impegno fatto da te x noi Italiani. Grazie Benito. L'Italia non ti dimentichera' mai.

Data: 12/07/2007

W il Duce! Benito sei strato un grande..... Adesso ci vorrebbe qualcuno come te per sistemare questo paese che sta andando a rotoli...... Ci vuole un po' più di rigore e disciplina in Italia! Benito, hai fatto grandi cose per l'Italia e per gli Italiani.... chi non lo sa, si documenti un po' (Il Duce ha fatto sì che oggi ci sia l'INPS, la MATERNITA', Che il SABATO non si lavori...... e dovrei scrivere un libro per tutte le cose positive che ha fatto! ) Ha commesso i suoi errori, ma sbagliare è umano...... Per me è un grande e continuerò a leggere libri su di Lui e sul fascismo,,,, e il 28 di ottobre si va a Predappio in occasione dell'anniversario della marcia su Roma! Teresa.

Data: 09/07/2007

E' interessante come i neofascisti venerino un Mussolini che non è mai esistito. Sotto il fascismo l'Italia era povera e spogliata di ogni libertà, ed arrivò a imbarcarsi in una guerra folle per la quale non era pronta. Un vero Patriota non può che condannare la figura di Mussolini.

Data: 06/07/2007

Che Mussolini abbia svergognato l'Italia è innegabile.E' innegabile che allearsi con Hitler è stata la più grande idiozia che abbia fatto.E' anche innegabile che almeno all'inizio qualcosa di buono per il paese lo ha fatto.Si fosse fermato lì sarebbe stato molto meglio.Mi dà fastidio da morire il fatto che si esaltino i partigiani.I partigiani tiravano schioppettate e si nascondevano,lasciando che a fare le spese delle rappresaglie fossero i civili e non loro che da codardi stavano imboscati.Oltre a essere stati vigliacchi sono usciti allo scoperto quando ormai c'avevano liberato gli americani,popolo per cui non provo un'eccessiva simpatia ma a cui comunque dobbiamo la liberazione,e non certo ai partigiani.I partigiani semmai dobbiamo ringraziarli per le stragi dovute alle rappresaglie tedesche.Mussolini è stato appeso a testa in giù a piazzale Loreto dopo essere stato fucilato.Chi ha fatto questo? Gli stessi che recentemente hanno fatto tanti piagnistei per l'impiccagione di Saddam.Non era forse Saddam colpevole almeno quanto hitler e Mussolini? Ovvio,ma a tanti non stava bene perchè l'idea non era partita dalla sinistra.Certa gente segue solo il colore della bandiera,e non quello che propone,Queste sono le pecore. Guardate la guerra in Iraq,il g8...ai sinistrorsi non stava bene niente ma è diventato tutto ok quando erano iniziative dovute al governo di sinistra.Se non è istinto da pecora questo... mio nonno è sempre stato di sinistra,non poteva essere certo fascista quando per colpa di Mussolini ha dovuto fare 10 anni di guerra e mentre era via ha perso padre e madre. Però ha saputo sempre vedere con obiettività quello che è stato,non ha mai condannato ciecamente o giudicato solo a prescindere dal rosso e dal nero. Mussolini,poco in bene e molto in male,è stato comunque un personaggio dal peso storico enorme,impossiible da ignorare;sarebbe come fingere che la seconda guerra mondiale non ci sia mai stata;avete fatto benissimo a realizzare questo profilo.E non lo dico certo perchè lo ammiro (non posso ammirare chi ha fatto cose del genere;certo disprezzo molto di più Stalin,che faceva come Hitler ma riparandosi dietro la bandiera rossa che essendo quella che aveva combattuto contro i neri faceva credere a chiunque che quello che faceva fosse giusto) ma perchè per completezza storica non si poteva non parlarne. Per quanto io abbia idee un po' più tendenti al "pugno di ferro",vorrei dire anche a chi scrive "W il Duce,vai Benito" ecc che sono proprio certe affermazioni a mettervi in ridicolo e anche in condizione di stare nel torto anche di fronte ai cosiddetti comunisti. Francesco.

Data: 04/07/2007

Credo che il ragazzo del 02/06/2007 abbia ragione, solitamente quando si parla di fascismo si capta in Italia qualcosa di assolutamente negativo,catastrofico,diciamo pure la morte. Ebbene noi giovani di oggi dobbiamo dimostrare che il fascismo di oggi come lo intendiamo noi non è solo il simbolo della morte,ma dello spirtito di corpo, dell'abnegazione, di tutto ciò che porta onore all'uomo e all'italia. Nostro compito deve essere un inversione di tendenza, infatti anche la Mussolini è contro la guerra e lo sono pure io. Ma sono per i ragazzi che marciano, cantano uniti i canti italiani, che hanno spirito di corpo e di orgoglio, bisognerebbe cominciare da qui.Bisognerebbe cominciare da capo con nuove idee. La mia e-mail è gig2001@virgilio.it per chi volesse credere in un nuovo progetto futuro da costruire insieme partendo da zero e con gli alleati dell'estrema destra, sempre nel rispetto della legge.

Data: 28/06/2007

C'è tanta gente che disprezza la figura di Benito Mussolini senza rendersi conto che, per quanto egli possa aver sbagliato, per molti anni ha comunque dato all'Italia benessere, prestigio ma soprattutto ciò che manca ai giorni nostri: l'identità nazionale e l'orgoglio di essere italiani. Mussolini ha governato l'Italia dal 1922 al 1943 ed ha iniziato a compiere scelte sbagliate soltanto nel 1938, con l'emanazione delle leggi razziali che sicuramente rappresentano una vergogna per la nostra nazione. Per non parlare della guerra, che ha portato sangue e distruzione anche in Italia. Vi è però da dire che le leggi razziali del fascismo non sono state dettate da motivi prettamente ideologici. Infatti, se qualcuno ben ricorda, nel 1934 lo stesso Mussolini affermò che il fascismo non voleva essere fautore di odi razziali, e così fu. Mussolini, dopo l'alleanza con la Germania nazista, fu quasi costretto ad adottare delle linee antisemite per tutelare i rapporti internazionali. L'alleanza con Hitler, ritenuto da me come uno dei personaggi peggiori della storia dell'umanità, è stata comunque stipulata a fin di bene, al fine di dare ulteriore prestigio all'Italia, come del resto l'entrata in guerra. Nessuno sarebbe riuscito a prevederne le tragiche conseguenze, nemmeno il più abile dei politici. Mussolini, negli ultimi anni della sua vita capì i suoi sbagli ma era ormai troppo tardi. Quando si parla delle cruenti stragi della Repubblica di Salò non si può più parlare di fascismo ma di nazismo, il che è completamente diverso. Il nazismo è una folle idea basata sulla superiorità razziale, il fascismo inteso da Mussolini è volere bene al proprio popolo. Riscordiamo che sotto il fascismo furono condannate a morte 30 persone in 20 anni di Regime. E' vero, le vittime della R.S.I furono molte, ma furono vittime di Hitler e del nazismo, non di Mussolini, ormai spodestato e privo di potere. Gli ebrei, in Italia, dal 1938 al 1943 hanno certamente subito delle discriminazioni ma nessuno ha mai rischiato la vita. Il Duce fu l'uomo della provvidenza, colui che ha fatto dell'Italia una vera nazione costruendo ponti, strade, ferrovie, acquedotti ed ha attuato grandi riforme che oggi sono il "vanto" di una sinistra che non riconosce i meriti di un uomo che ha sbagliato ma ha amato il suo popolo come nessun altro. Al giorno d'oggi vi sono organizzazioni politiche come "forza nuova" che vengono considerate fasciste. Ciò non è vero: sono solamente delle organizzazioni di teppisti che si basano sull'ideologia nazista per giustificare le proprie azioni. Il fascismo, se inteso in maniera più moderata riconoscendo i suoi errori può portare soltanto bene e prestigio nazionale. Lo dico io, che ammetto gli errori del fascismo, ma ammiro molto la sua grande opera di rimodernizzazione del paese. W ALLEANZA NAZIONALE (il fascismo moderato) e ABBASSO FORZA NUOVA (i finti fascisti mascherati sotto la faccia di teppisti)

Data: 26/06/2007

Si tende sempre a condannare Benito Mussolini e il Fascismo ma NON dimentichiamo che i cosiddetti "Compagni" hanno fatto lo stesso ma moltiplicato per svariate volte. In ogni paese dove c' è stato o c' è tutt' ora il comunismo ci sono stati milioni e milioni di vittime, ben oltre quelle del NaziFascismo!! L' unico errore di Mussolini è stato allearsi con Hitler, altrimenti con la guerra vinta avremmo visto ancora per molto tempo fasci, motti fascisti e regime per tutt' Italia. Meditate Signori..... Saluti

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